Il tesoro delle scarpe sotto terra

Nel nostro caso, l’idea unica al mondo di seppellire nel 2005, 50 paia di scarpe in fosse praticate nel terreno ci è stata ispirata da un’ antica usanza di epoca Romana , che tutt’ora straordinariamente sopravvive in alcune parti d’Italia. Il metodo dell’ “infossamento “ era infatti originariamente usato, sin dall’antica Roma, per conservare e stagionare il formaggio e altre cibarie durante l’inverno. I cibi , specie i formaggi, assumono con il tempo un odore e un sapore molto ricchi e caratteristici.

Il processo di stagionatura in fossa

Il processo di invecchiamento naturale delle calzature va a influire sui toni del pellame che assume nuances , toni e sfumature così particolari e sorprendenti da non essere riproducibili a mano.

Le fosse, a forma di fiasco, hanno una profondità variabile tra il metro e i 4, per 2 di diametro. Al loro interno la temperatura è di circa 10 c° e l’umidità si aggira intorno al 40 %. Inizialmente le calzature vengono adagiate su un tappeto composto da paglia e torba che ha lo scopo di proteggerle dalle infiltrazioni piovane.

Le fosse vengono poi ricoperte da una pesante lastra di vetro temperato spessa circa circa 3cm con una duplice funzione: da un lato consente di controllare dall’esterno il processo di invecchiamento , dall’altro permette alla luce solare di raggiungere le calzature per donare loro sfumature eccezionali. Inoltre, durante i mesi più caldi, fa si che i raggi ultravioletti non aggrediscano troppo violentemente i pellami.

La permanenza nelle fosse può protrarsi anche per anni, senza che ciò danneggi la tomaia, come dimostrato dalle calzature estratte nel 2008, a quasi 4 anni dal loro infossamento: perfettamente integre, nonostante le infiltrazioni di acqua e fango. Un risultato impensabile, senza l’uso di pellami e cuoi di prima scelta.

Il trattamento a posteriori

Dopo l’estrazione dalle fosse ha inizio il processo necessario a rendere le calzature di nuovo indossabili e soprattutto a valorizzarne le colorazioni assunte. Infatti la suola in cuoio, dopo i mesi passati in fossa, non è più utilizzabile e deve essere sostituita.

La tomaia invece viene ripulita, idratata, e rimontata sulla forma dove rimarrà ad asciugare per almeno 2 settimane. Alla fine di questo periodo si procede all’applicazione di un nuovo fondo, e alla manutenzione finale della tomaia. Quest’ultima può presentare giochi di colori e venature molto forti che attraversano diverse scale di verde, giallo e rosso. Noi ci limitiamo a pulirla dai residui naturali poiché all’anticatura e alla colorazione ha già sapientemente provveduto Madre Natura.

L'ordine

Ogni modello e ogni pellame può essere invecchiato in fossa, compresi alligatore e struzzo.I tempi di stagionatura dipendono da fattori molto variabili e non prevedibili( sole, pioggia, infiltrazioni da falde acquifere che possono penetrare nelle fosse, presenza di determinati minerali nel terreno o di sacche gassose ).Per questa ragione le calzature vengono estratte periodicamente( di solito ogni 3-4 mesi) per essere mostrate al cliente che le ha ordinate e che deciderà se lasciarle stagionare per un periodo più lungo.

Nelle 2 fosse che non furono aperte nel 2008, continuano tutt’oggi a “riposare” circa 40 paia di calzature. Il risultato dell’infossamento , cioè le nuance che le tomaie stanno assumendo a contatto con il terreno e gli agenti atmosferici , è tutt’ora sconosciuto . Ma forse è proprio questo che le rende così preziose ai loro futuri possessori : la certezza di avere al piede un pezzo unico al mondo.